“La luce dentro” e il clan Speranza: i suoi principali esponenti

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A un certo punto, la vita di Rocco Speranza prende una piega particolare, precisamente nel 1972, quando alcune vicissitudini lo mettono davanti a un bivio, per poter sopravvivere: provare o lasciare? E Rocco ci prova. A far cosa? A inserirsi nel mercato delle sigarette di contrabbando, a cui fa capo Don Vito Scarano, personaggio apparentemente poco importante nel romanzo, ma che sarà la chiave di accesso per Rocco al mondo della malavita. In realtà, glielo presenterà un amico di Rocco, ma non vi svelo altro. Da chi è composto il clan? Non vi è un preciso numero di uomini, ma il tutto prenderà corpo nei due anni successivi e i membri principali saranno questi:

 

 

Salvatore Esposito: poco più che trentenne, corpulento e rossiccio (un po’ alla Mario Merola), diventerà il braccio destro di Rocco. Irruente, rozzo e dotato di poco tatto nonché incline a battute spesso infelici, Salvatore è in realtà un uomo che dimostrerà parecchia fragilità. Sa sparare bene.

Giorgio Casillo: meno di trent’anni, gigantesco e alto circa due metri, dai capelli neri e ricci e dai folti baffi, è la guardia del corpo di Rocco, a cui è fedelissimo, tanto da rischiare di trascurare la sua dolce fidanzata Silvia, di cui però è innamoratissimo. Timido e sorridente, sarà protagonista di una situazione drammatica.

Angelo Rienzo: più o meno coetaneo di Rocco, dall’atteggiamento pavido, spesso timoroso per un nonnulla. Non passa inosservato, per via degli occhiali dalla montatura grande, che nascondono uno sguardo che ispira simpatia e, pur essendo mite e un po’ imbranato, è, in realtà, uno dei pezzi più importanti del clan, essendone il ragioniere e la mente matematica del nucleo che gravita intorno a Rocco.

Stefano “Sidney” Ciotola (vedi nota): il membro più giovane del clan, nel quale entrerà a 17 anni circa, è stato accolto in casa di Rocco come un figlio, dopo una tragedia che ha colpito la sua famiglia. Inizialmente riservato e incline a mostrarsi come un domestico per essere riconoscente a Rocco, col tempo svilupperà un atteggiamento impulsivo, spavaldo e, sotto sotto, infantile, per la sua età. Ma la devozione per il suo capo/”papà” metteranno in luce il suo coraggio in una situazione estrema.

Giovanni Aprile: vistosamente claudicante, è più maturo di età ed è un ottimo affarista, nel clan.

Franco Reale: giovane, figlio di un soldato afro-americano e di una popolana, è una sorta di portavoce, ma anche guardia del corpo di Rocco, e gli è fedele fino alla sua triste fine.

Nando Basile: è l’unico membro principale del clan a non essere napoletano. Infatti, è siciliano, catanese, e, nell’organizzazione, prenderà il posto di Franco Reale. Pur essendo di bell’aspetto, castano e con i baffi, non riesce a trovare la donna giusta con cui accasarsi. Finchè…

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