Non esiste alcuna forma di ribellione se non l’esser se stessi

Non sono io nella foto

Quante volte si parla dell’essere se stessi e della sua importanza? Miriadi di frasi sui social, accompagnate, spesso, da tramonti, foto di Vasco Rossi o di Michelle Hunziker o Sylvester Stallone (ma perché?) oppure di donne “photoshoppate” semi-nascoste o semi-nude (o semi-nude e seminascoste), magari coperte da un lenzuolo in una stanza scusa o in una casa bellissima. C’è un continuo voler rimarcare l’esigenza, paventata o meno, di ribadire di essere se stessi, quasi come a voler rifuggire da qualcosa. Quale sia tale qualcosa (perdonatemi questa terribile allitterazione) è ciò che non si sa davvero.

Rifuggire da se stessi dicendo di voler essere se stessi?

Probabile. Infatti, proprio ciò che non permettere di essere se stessi è pensare di voler dimostrare di esserlo. Ci si affanna a voler dichiarare di non seguire certe tendenze o di preferirne altre, per non omologarsi a non si sa cosa. Tutto ciò è come una specie di trappola: quella della finta ribellione. Non possedere un cellulare dopo che lo si usa da decenni, non è ribellione, ma rimanere fuori dal tempo, dai contatti umani e da una quotidianità che cambia continuamente. Tutto cambia e sarà sempre così, non si può andare in direzione contraria. Voler, al contrario, un’auto veloce, per distinguersi da chi al massimo ne ha una di terza mano, non è ribellarsi a qualcosa che sta stretto, ma infilarsi nello schema del voler apparire. Sembra un continuo essere contro qualcosa, mai a favore.

Ragionamento complicato?

Uhm, mi sa che sto solo buttando giù un pippone di parole. Faccio un altro esempio: voler viaggiare su un volo o treno low cost non è una ribellione contro chi può permettersi viaggi più comodi, ma semplicemente un’esigenza economica o una scelta. Voler andare a cena soltanto in un locale chic, senza provare qualcosa di economico, non è dimostrare di essere ricchi, ma disprezzare chi non può permettersi quel locale. Ora la butto pure su certo modo di concepire la fruizione dei tanti quartieri di Roma, la mia città. Se uno proviene da un quartiere popolare, a volte, per principio, non va in un quartiere più altolocato. “No, io sono di Roma Sud, non vado in mezzo alla movida di Ponte Milvio”. Ma perché? Che male ci sarebbe a farlo? Se, invece, sei di Roma Nord ti uccide qualcuno se ogni tanto passi la serata al Pigneto. Ma questo non è non essere se stessi, ma provincialismo. No, sto andando fuori strada.

La ribellione è l’essere se stessi in un solo modo: non avere schemi, non schierarsi con certi modi di fare per partito preso, non è ostentare di avere o di non avere, ma è il continuo assaporare, per poi degustare, la propria libertà di scelta. Sei te stesso se fai quello che ti senti, ribellandoti a ciò che la gente vorrebbe che tu fossi, ma anche a ciò che tu credi di voler dimostrare, inglobato in finte ribellioni. Si possono amare i bambini, pur essendo single, si può amare il tempo libero e il lavoro, pur avendo bambini, si possono amare gli animali, senza trascurare se stessi o i propri cari, ecc.

Io, a essere me stessa, ci provo.

  1. Ad esempio, mi piace passare una serata a un centro sociale, se mi invitano, ma anche in luoghi chic, se possibile. Perché uno che ama posti chic non deve andare nei centri sociali o viceversa?
  2. Mi piace mangiare italiano, però adoro anche l’etnico(tranne gli all you can eat).
  3. Vado volentieri in qualsiasi quartiere di Roma(anche se mi fa schifo San Lorenzo, è più forte di me!)
  4. Il cinema mi piace sia attuale sia quello del passato, idem per la musica
  5. Mi piacciono i concerti, ma non disdegno l’andare a ballare(quest’ultima cosa non mi capita più da alcuni anni; pazienza)
  6. Sono nostalgica, ma non odio chi ascolta trap
  7. Mi piace il divanone la sera, anche se amo uscire il più possibile
  8. Amo viaggiare da sola, ma anche in compagnia
  9. Vivo per conto mio, ma amo pure le coccole familiari
  10. Seguo la politica, non mi identifico in nessun partito e non sono per forza qualunquista
  11. Non amo la moda, ma non sono una persona trascurata
  12. Se un ragazzo mi piace, non significa che debba essere bello, ma non è detto che chi non sia bello debba piacermi per forza.
  13. Scrivo e spesso lavoro al pc, ma non è detto che non mi piacciano i lavori “di fatica”
  14. Ok, basta a fare elenchi

Alla fine faccio come mi pare 😉

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