Glow: una serie che, finalmente, parla di persone

l’immagine è di chi ne detiene i diritti

Non ho voglia di fare una recensione di Glow 3 (e delle due prime stagioni). Ho voglia di parlarne, di fare il punto della situazione e capire perché, alla fine, questa è davvero la migliore serie di Netflix

Partita come una serie ispirata un vero show di wrestling femminile (Glow, appunto, che significa Gourgeous Ladies of Wrestling) e che focalizza la trama non solo su come sia nato uno spettacolo, ma su un vero e proprio riscatto sociale di donne che si presentano a dei provini (perché non hanno davvero nulla da dover perdere nella vita e che vengono talvolta da situazioni molto difficili), si è piano piano evoluta in qualcosa di più, mettendo al centro della storia non solo tutto ciò che riguarda lo spettacolo e il dietro le quinte, ma anche le storie e, soprattutto, i sentimenti delle protagoniste femminili e dei personaggi maschili che fanno da contraltare. No, non parlo dei sentimenti da prodotto tipico americano, mielosi e poco credibili, ma sentimenti intesi come il percepire la vita, la quotidianità, il presente, la paura per il futuro o il coraggio di volerlo affrontare.

Ecco, in questa serie, specie nella stagione 3, traspare tutta l’umanità di questi personaggi, a partire da una Ruth indecisa sull’amore e sulle sue scelte personali, passando per Debbie, consapevole delle sue doti manageriali, ma per questo discriminata in quanto donna in un Paese maschilista (persino negli sfavillanti anni Ottanta), fino ad arrivare alle insicurezze di Bash, pressato dalla posizione potente di una mamma che si aspetta sempre il meglio da lui. Menzione speciale per la svolta di Sheila, che davvero saprà tirare fuori la vera sé, andando oltre la sua maschera da donna lupo. Si parla anche di omosessualità e di omofobia, con delicatezza e senza mai scadere nella retorica; si parla anche di razzismo e della difficoltà di superare certi stereotipi culturali. Inoltre, è sempre più bella la figura di Sam, il regista alcolizzato e cocainomane che finalmente riesce a “buttare fuori” quello che prova davvero nei confronti delle persona a cui tiene. Come non innamorarsi di lui? Marc Maron lo interpreta in una maniera eccezionale e forse per questo che è molto più bello e interessante lui di un qualsiasi belloccio attore hollywoodiano. Altri personaggi sono meno approfonditi, ma mai dipinti in maniera superficiale.

Glow è una serie che parla di persone, di essere umani, ed è capace di arrivarci dentro, toccando davvero ogni frammento del nostro cuore.

Ah, si, c’è Geena Davis, ma mica l’avevo riconosciuta subito?

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