Musica dal 2010 in una sola parola: chillwave

Avevo parlato qui dei 10 dischi che ho più amato durante il decennio 2010-2019, tutti indie e la maggior parte dell’anno 2011. Non è stata una scelta mirata, l’indie, ma del tutto casuale(idem l’anno, che non è stato nemmeno tra i miei preferiti). Quando ho cercato di stilare questa mia lista di 10 dischi, l’ho fatto lasciandomi trasportare dal parametro dell’emozione, scegliendo quelli che più mi hanno coinvolta e che ho ascoltato di più. Mi sono accorta solo successivamente che tutti erano fuori dal circuito cosiddetto mainstream e che, per buona parte, rientravano nel genere chillwave, parola che, come accadeva per la new wave (circa 1977-1983), racchiude un ampia gamma di generi musicali. Infatti, se di base la chillwave comprende suoni elettronici, soffusi, che rimandano sia al suono anni 80 sia alla psichedelia sia allo shoegaze(ma anche a certo soul), le sfumature del genere sono davvero tante e non è semplice definirle.

Il genere chillwave comprende pezzi che spesso sono fortemente ritmati, con basi elettroniche che rimandano alla house o alla dance, ma non sono ballabili o, per lo meno, più che ballarli, viene voglia di ascoltarli in un giardino su una sedia a dondolo o dopo pranzo in riva al mare, sorseggiando un fresco cocktail analcolico alla frutta. Creano, infatti, un senso di relax. Sono ottime anche per una passeggiata al parco. Sensazioni simili sono trasmesse dai dischi di Tamaryn, dove anche il rock fa una sua piccola parte, ma anche dalla soffusa ricercatezza di Washed Out. Se penso a nomi come Petit Biscuit(giovanissimo produttore francese) o a Kygo oppure a Robin Schultz, posso avere in mente una bella serata in un locale oppure un pomeriggio trascorso in una caffetteria industrial o di design, sorseggiando una tazza di thè caldo oppure una cioccolata.

Si parlava di anni 80, ma anche di psichedelia o soul e, a pensarci, sono molti gli artisti che inseriscono basi elettroniche che rimandano agli anni 80(specialmente alla prima metà di quel decennio), così come la psichedelia è contemplata da gruppi come, ad esempio, Tame Impala, che non hanno quasi nulla di chillwave, ma se ne avvicinano per l’impostazione melodica (e certi riverberi). Sì, perché la melodia, nella chillwave, è predominante, così come, spesso, una certa incursione nello shoegaze(il ritorno degli Slowdive ne è un esempio) e perfino nel soul, come accade per The Weeknd, forse l’unico artista mainstream che ha sempre strizzato l’occhio alla chillwave. Anche alcune scelte sonore di Post Malone rimandano a questo immenso calderone compreso nel termine “chillwave”.

Per non dilungarmi molto, vi suggerisco un po’ di playlist di Spotify e di Youtube, per rendere più concreti i concetti che ho espresso(e non mi è stato semplice, oltre a non essere stata di sicuro esaustiva). Su Spotify, comunque, vi basta cercare le playlist con la parola “chillwave” e avrete molti risultati:

  • Bella Chillwave (spero la seguiate, perché l’ho creata io)
  • Chillwave
  • Dreampop
  • Ibiza Sunset
  • Armada Chill
  • Tropical House
  • Evening Chill
  • Chillwave lo-fi heaven
  • Chillwave|Indie Pop|Psychedelic Vibes

Per quanto riguarda Youtube, invece, vi consiglio la stazione radio Electroposè e Chill your mind

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