Sanremo 2020, tra “passi indietro” e “ok, è passato tutto!”

Questa edizione 2020 di Sanremo vale la pena ricordarla, per due motivi:

  • era la 70esima
  • è stata quella dei ritorni (più o meno) inaspettati (la reunion dei Ricchi e Poveri, tutti i quattro insieme, compresa la Occhiena. Eh già… E poi la canzone inedita di Albano e Romina e il ritorno di Rita Pavone in gara!), ma anche delle stranezze, dai vestiti dal vacuo Achille Lauro, al colpo di scena di Bugo che lascia Morgan da solo sul palco, fino ad arrivare a un esplosivo Piero Pelù, capace di mettere da parte il rischio di sembrare patetico.

Ma è stato anche il Festival di Fiorello che ha fatto da spalla a un Amadeus che faticava a contenere una certa tensione; di Tiziano Ferro che, ospite di tutte le serate, ha messo in luce la sua forza canora e un’emozione che gli ha fatto sbagliare Almeno tu nell’universo di Mia Martini(e te credo, io al posto suo avrei pianto continuamente, pensando alla grandezza di Mimì); de I Pinguini Tattici Nucleari che aspirano a diventare i nuovi Lo Stato Sociale; di momenti emozionanti e seri (il toccante discorso di Rula Jebreal contro la violenza sulle donne e il meno convincente sul fine vita, con il ragazzo malato di SLA sul palco che parlava attraverso un pc).

Tra canzoni in gara e cover, lo spettacolo c’è stato, nonostante i “passi indietro” mai avvenuti delle stragnocche ospiti(compresa una spumeggiante Sabrina Salerno…e qui scatta il momento di nostalgia della mia infanzia), che si sono mostrate all’altezza della situazione e i “passi indietro” sorprendenti, come quello, dignitoso, di Bugo, che ha lasciato sul palco un Morgan stranamente sbigottito(ma che voleva dimostrare, quest’ultimo, cambiando il testo della canzone per colpire il suo “partner canoro”?)

Il “polemizzato” Junior Cally(la cui partecipazione ha destato fastidio per via di testi contro le donne in alcune sue canzoni precedenti) se ne è stato buono buono, mentre l’ospite Ghali ha finto di cadere sul palco(che poi non era lui ma uno stuntman=idea geniale).

Alla fine, ha vinto Diodato, osannato come un Dio (ok, fa schifo questo gioco di parole), ma questo festival, per quanto detto sopra, non verrà ricordato certamente per lui.

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