LOL, il programma che funziona per la suspense(e non per la risata)

2021, pandemia da Covid-19 ancora in corso e, in Italia, succede qualcosa: un programma d’intrattenimento fa parlare di sé e tanto, nel bene e anche nel male. Piccola recensione su Lol – chi ride è fuori, programma di Amazon Prime Video.

Chi avrebbe mai immaginato che un programma di sei puntate da mezz’ora l’uno e trasmesso unicamente su una piattaforma di streaming avrebbe fatto tanto parlare di sé, come se fosse stato trasmesso dalla tv generalista? Ok ok, la presenza di Fedez e di Mara Maionchi come conduttori erano il giusto amo “attirapesci” o, meglio, “attiraspettatori”, ma il rischio che passasse inosservato era dietro l’angolo.

Perché?

Di format comici, sia in tv sia online, ve ne sono diversi e, in genere, non fanno ridere. Sì, non fanno ridere. Intrattengono, ma non smuovono minimamente alcuna espressione facciale. Forse sto parlando per me, che in genere non sopporto i programmi che nascono per fare ridere a tutti i costi (a meno che non si tratti di satira, ma, in quel caso, si ride amaramente).

Perché di LOL si è parlato tanto?

Perché, al suo interno vedeva partecipare comici conosciuti dai più, come Lillo di Lillo & Greg, Caterina Guzzanti, Elio (al secolo Stefano Belisari, musicista eccellente e soprattutto anima degli Elio e Le Storie tese, prima che comico) e altri venuti dal web, come Ciro e Fru dei The Jackal o Angelo Pintus oppure il caciaronissimo Frank Matano (che, oltre a essere presente sul web, è giudice del talent leggerissimo e carinissimo Italia’s got Talent). LOL, in realtà, come tanti altri format (perché in Italia non si inventa quasi più nulla) è basato sul format giapponesDocumental, ideato dal comico Hitoshi Matsumoto.

La sfida è questa: chiusi per sei ore in un teatro allestito come una casa, dieci comici devono far di tutto per intrattenersi a vicenda e far ridere, per eliminarsi tra loro. Nessuno deve mai accennare nemmeno a un sorriso, pena l’ammonizione la prima volta e l’espulsione la seconda, qualora si venga scoperti da Fedez e Mara. A vincere la prima edizione è stato Ciro, che ha devoluto il premio di 100.000 euro per Action Aid, in quanto non era prevista nessuna vincita in denaro per il concorrente vincitore.

LOL ha funzionato perché fa ridere? No

Il programma ha funzionato per una serie di motivi:

  1. sei puntate da 30 minuti l’una spingevano al binge watching e, quindi, basta un pomeriggio per guardarlo(meglio se in compagnia: io ero con mia madre);
  2. essendo in streaming su Prime Video lo si può vedere e rivedere più volte;
  3. ha creato situazioni simpatiche e per meme perfetti per il web (su tutti, il “So Lillo”);
  4. si rimaneva col fiato sospeso su chi sarebbe stato eliminato e si aveva il proprio preferito per cui “tifare”;
  5. c’era una bella fotografia;
  6. ha portato una ventata di aria fresca nel panorama dell’intrattenimento;
  7. piace a ogni fascia d’età;

In mezzo a chi ha parlato con entusiasmo di questo programma c’è stato anche chi si è lamentato, come, ad esempio, Aldo Grasso nel Corriere della Sera o Fulvio Abate, con un articolo masturbatorio e pieno di dietrologie su Il Riformista. LOL – chi ride è fuori non fa ridere? E chi se ne importa? Si tratta di intrattenimento puro, basato su una certa suspense mista a situazioni simpatiche. In tempi di pandemia e di tanti pensieri ad essa legata(e non solo, purtroppo) c’è bisogno di LEGGEREZZA. E W Elio vestito da Gioconda o Lillo goffo supereroe! A me, alla fine, faceva morire dal ridere come ballava Caterina Guzzanti.

Le pippe mentali sono solo superflue. Nessuno è obbligato a ridere, ma un po’ di leggerezza è concessa a tutti.

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